L’Italia che influenza il Parlamento Europeo

Propongo una lettura interessante che ha recentemente catturato la mia attenzione. Si tratta di uno studio elaborato da VoteWatch Europe (www.votewatch.eu) intitolato “Who are the most influential EU Parlamentarian?”.


Sono sempre stato affascinato dalla complessità della formulazione del consenso in un parlamento che – non solo deve considerare orientamenti politici provenienti da esperienze maturate diversamente in ciascun paese – ma deve coniugare anche inevitabili fattori geografici potenzialmente confliggenti.  Ogni qual volta si determina una maggioranza parlamentare europea su un qualsivoglia tipo di provvedimento, una linea rossa trasversale attraversa sensibilità politiche, culturali, di genere, geografiche (financo sub-nazionali), fino a separare i SI dai NO (astenuti inclusi!).

E’ quindi tutto più complicato rispetto al livello del dibattito politico cui possiamo assistere  oggi in Italia, saldamente ancorato a slogan efficaci e campagne di marketing politico, in vero più adatte ad una serie tv che alle scelte sulla vita reale di ogni cittadino.

Scusate. Torniamo all’Europa e al consenso politico nel Parlamento Europeo.  Lo studio pubblicato da VoteWatch Europe è di per se già molto interessante per chi fosse interessato a capire le dinamiche politiche europee e i meccanismi cencelliani dell’assegnazione delle cariche più influenti.  Immediatamente soddisfatta questa prima curiosità, l’elemento che risalta maggiormente all’occhio del lettore è la distribuzione geografica dei politici più influenti nell’attuale PE, e conseguentemente il ranking dei paesi europei maggiormente influenti.

Non lo avrei immaginato. L’Italia figura al secondo posto!   Primo posto, neanche a dirlo.

“Bene!!” direbbe il nazionalista purista.

Purtroppo egli non ha considerato che il risultato di cui sopra è -diciamo-incompleto. In vero l’algoritmo elaborato nello studio approfondisce il tema e, in seconda battuta, introduce il fattore “popolazione”.  In altre parole, corrisponde al vero che gli europarlamentari di Germania e Italia occupano ruoli importanti (ruoli ai quali l’algoritmo stesso attribuisce punteggi di influenza elevati)…ma i parlamentari di questi paesi sono  anche tanti, perché tanti sono gli abitanti di Germania e Italia.   Quando si scende ad analizzare il punteggio dell’influenza esercitata da un paese considerando anche il numero di abitanti le cose cambiano.  Oddio… al primo posto c’è sempre  “neanche a dirlo”.  Ma subito a seguire troviamo degli esuberanti Estonia, Finlandia, Svezia, Olanda, Belgio e Romania.

In questa nuova classifica, che rispecchia un pò più fedelmente la situazione reale e ci restituisce un panorama diverso circa i percorsi che permettono la maturazione di provvedimenti parlamentari, l’Italia non è messa molto bene.  Alle spalle degli altri big europei, condivide un giallino sbiadito con Croazia, Ungheria, Spagna, Repubblica Ceca e Polonia.   Per essere uno dei paesi fondatori dell’UE, tra i più rappresentati, con la presidenza del gruppo S&D, con la seconda industria manifatturiera e un debito pubblico da capogiro…mi sembra un pelo riduttivo…

“ehh.. ma l’Italia non fa sistema!” Appunto, impariamo alla svelta!

Non è mia intenzione sottrarre ulteriore gusto alla lettura suggerita, sempre che qualcuno sia ancora entusiasta del poter approfondire il tema. Perciò rimando al link.

Buona lettura!

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Commenti (1)

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    Marco Liviantoni

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    Un collega privatamente mi ha fatto notare come l’articolo rimanga quasi “sospeso”, in attesa che vengano tirate le somme del ragionamento e io passi alla fase della proposta, o forse della denuncia. Lo ringrazio per la notazione e specifico: si, manca questa chiosa, ma forse la ragione è da ricercare nel desiderio di non trasformare questo spazio in un’area di approfondimento “politico”, nel senso più profondo del termine. Gli articoli di questo blog sono improntati a sollevare temi di discussione, sicuramente secondo l’angolo dell’autore, ma lasciando che il pensiero politico sull’argomento si formi nel lettore, piuttosto che essere già pavimentato da chi scrive.

    Contrariamente, invito ogni lettore ad esprimere i propri commenti, anche quelli fortemente politici, anche non gridati 🙂

    ciao!

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