Il nuovo Spazio Unico Europeo dell’IVA

Dopo al proposta dello scorso Ottobre 2017 annunciate le prime misure concrete.

Lo scorso 30 Novembre 2017 la Commissione Europea ha lanciato nuove proposte per l’adozione di misure in attuazione di un definitivo spazio unico europeo dell’IVA, in linea con quanto annunciato nell’ottobre 2017 “Verso uno spazio unico europeo dell’IVA”.
Il sistema comune d’imposta sul valore aggiunto svolge un ruolo importante nel mercato unico europeo. L’IVA è una fonte di entrate importante e in crescita nell’Unione, e ha raccolto più di 1.000 miliardi di EUR nel 2015, per un valore pari al 7% del PIL dell’Unione.
Nonostante numerose riforme, tuttavia, il sistema dell’IVA non è mai riuscito a stare al passo con le sfide dell’economia odierna, globale, digitale e mobile. L’attuale sistema dell’IVA (introdotto come sistema transitorio nel 1993, ndr) è frammentario, troppo complesso per il numero crescente di imprese che operano a livello transfrontaliero e vulnerabile alle frodi. Operazioni interne e transfrontaliere, ad esempio, sono trattate in maniera diversa, e beni e servizi possono essere acquistati in esenzione dall’IVA all’interno del mercato unico. Per le imprese che operano nell’UE, le frontiere fanno ancora parte della realtà di ogni giorno quando si tratta di IVA e le norme in materia attualmente in vigore costituiscono uno degli ultimi ambiti del diritto dell’UE non ancora allineati ai principi alla base del mercato unico.
Le nuove norme mirano perciò a instaurare un clima di fiducia tra gli Stati membri, in modo che questi possano scambiare più informazioni e promuovere la cooperazione fra le autorità fiscali e le autorità nazionali di contrasto alle frodi. Secondo le stime più caute, le frodi dell’IVA possono comportare perdite di gettito superiori a 50 miliardi di euro all’anno per gli Stati membri, risorse che potrebbero essere utilizzate per investimenti pubblici in innovazione o nel sociale. Le rivelazioni dei Paradise Papers hanno confermato come i meccanismi di elusione fiscale possono essere utilizzati da individui facoltosi e società per eludere le norme sull’IVA ed evitare di pagare i tributi previsti per legge. Non ultimo, i meccanismi di frode possono essere utilizzati per finanziare organizzazioni criminali, anche terroristiche.
Da queste considerazioni l’esigenza di proporre misure più efficaci per la lotta alle frodi, misure elaborate come segue dalla Commissione:

– Rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri – Le frodi dell’IVA possono avere luogo in un brevissimo arco di tempo per cui gli Stati membri devono poter disporre degli strumenti per agire il più rapidamente possibile. La proposta prevede l’attuazione di un sistema online di condivisione delle informazioni nell’ambito di “Eurofisc”, la rete europea esistente di esperti sulle frodi. Sarebbero introdotti audit congiunti tra più autorità fiscali nazionali, in particolare nel settore del commercio elettronico. Sarebbero inoltre conferiti nuovi poteri allo stesso Eurofisc per il coordinamento delle indagini transfrontaliere.

– Collaborazione tra organismi di contrasto alle frodi – Le nuove misure aprirebbero nuovi canali di comunicazione e di scambio di dati tra le autorità fiscali e gli organismi europei di contrasto (OLAF, Europol, e recentemente istituita Procura europea) sulle attività transfrontaliere sospette di portare a frodi dell’IVA.

– Condivisione delle informazioni fondamentali sulle importazioni da paesi terzi – Nell’ambito di un regime speciale, le merci che arrivano da un paese terzo con destinazione finale in uno Stato membro possono entrare nell’UE attraverso un altro Stato membro, e da lì transitare verso la loro destinazione in esenzione IVA. L’IVA è addebitata solo quando le merci raggiungono la destinazione finale. Questa caratteristica del sistema UE dell’IVA mira a facilitare gli scambi per le imprese oneste, ma può essere utilizzata impropriamente per deviare le merci verso il mercato nero ed eludere così completamente il pagamento dell’IVA.

– Condivisione delle informazioni sugli autoveicoli – Anche il commercio degli autoveicoli può essere soggetto alla frode in quanto l’IVA è applicata in modo diverso tra auto nuove e a usate. Auto nuove o recenti, il cui intero valore è imponibile, possono essere vendute come beni d’”occasione”, beni per i quali il solo il margine di profitto è soggetto all’IVA. Per porre fine a questo tipo di frode, ai funzionari di Eurofisc sarebbe dato accesso ai dati relativi all’immatricolazione degli autoveicoli degli altri Stati membri.

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